SI MORMORA
"La bellezza, così ardua…" Ezra Pound
Creare un’opera pittorica è spesso come per un gioco una ricerca continua di proporzioni tra forme e colori ma nel caso di Beatrice Muratore anche di raccontare, raccontare una storia fissandola in un’immagine, racconto di un’emozione attraverso gli impasti sulla tela o ancora narrazione di emozioni.
Osservando le sue opere penso ad un’immagine prima di tutto mentale, un’ancora a cui fissare quell’attimo di emozione o sentimento: il calore di un abbraccio, la malinconia di un abbraccio, la poesia di un fiore, la paura di una fiaba da bambini, la magia di un movimento o la disciplina di uno studio di danza.
E poiché nulla di ciò che è umano può esserci estraneo ecco un susseguirsi di ricordi e fantasie, di umori e passioni e ancora la ricerca continua della bellezza…. Così ardua, quasi inafferrabile, eppure lì, quasi imprigionata nella tela, la tela quasi stretta per poter contenere tanto.
Beatrice, infatti, esprime la sua visione di bellezza nobilitando l’estetica e la forma del materiale considerato comunemente secondario. Affrontando nel suo modo personale le tematiche tipiche dell’antica iconografia artistica come la "natura morta". E si potrebbero definire i dipinti "stati d’animo travestiti da forme naturali". Una delle interpretazioni più squisitamente liriche della realtà naturale e della figura umana.
E come diceva Italo Calvino non ci sarebbe sufficiente tutta la vita solo per vagliare la superficie della realtà e del nostro pensiero, un grazie a chi per pochi istanti sa porcela agli occhi. G.M.
MURATORE BEATRICE: dalle forti connotazioni realistiche che spesso raggiungono anche il fantastico in chiave onirica, dove l’orrido può diventare dolce e sentimentale, dal dolce sapore della fiaba. L’artista, ad accentuare la sua piena partecipazione alle sue opere, realizza in chiave sperimentale le sue cornici in materiali vari dai più consueti ai più ricercati. Il suo è una specie di iperrealismo dinamico davvero intenso, perchè libero di esprimersi soprattutto nel fantastico. E poichè nulla di ciò che è umano può esserci estraneo ecco un susseguirsi di ricordi e fantasie, di umori e passioni e ancora la ricerca continua della bellezza. Così ardua, inafferrabile, eppure lì, quasi improgionata nella tela, la tela stretta per poter contenere tanta ricchezza espressiva.
Prof. Mambella
Nella vita Una cosa che funziona, non sai mai Come Funziona finche non si rompe. Beatrice nella vita ha preferito vedere prima come funziona che vederla funzionare e basta
hai una grande tecnica e una notevole fantasia creativa.
Nella tua arte c'è libertà ma coloro che si aspettano di raccogliere i benefici della libertà devono sobbarcarsi la fatica di difenderla. Sarò, nei prossimi tempi una tua notevole committente, preparati.
Questa e' arte! Complimenti Bea ritienimi il tuo fan n°1
complimenti per le tue opere, hanno un'atmosfera fiabesca, sono profonde e ricche di poesia.
Beatrice sembra affondare le radici delle sue immagini nel culto dello scenario cinematografico o teatrale dell'orrore e del mostruoso. Ogni sua composizione, per un basilare ordine di ordito che isola e mette in rilievo i particolari della struttura compositiva, affida la sua potenza espressiva al prorompente gusto per il colore materico, sensuale, palpabile e prezioso che sprigiona una sbrigliata e travolgete energia vitale.
Le critiche sempre positive sottolineano la sua passione per la fantasia, per i mondi fantastici ma anche per quella profonda radice femminile che la lega alla terra, alla sua terra veneta, nell’accompagnare ogni composizione anche con originalissime cornici. G.M.